Patrick Stewart è ampiamente associato a Star Trek, ai film degli X-Men e ai ruoli shakespeariani. Ma nella commedia in due stagioni Blunt Talk interpretava un personaggio molto diverso: Walter Blunt, un dissoluto anchorman televisivo le cui bravate rendevano la serie un contraltare licenzioso delle opere per cui l’attore è più conosciuto.

Creata da Jonathan Ames, Blunt Talk seguiva le disavventure personali e professionali di Walter, intento a rilanciare la propria carriera e a riconquistare il suo posto nel mondo dei media. La serie satirizzava le celebrità, la cultura dell’informazione e le figure pubbliche megalomani, offrendo al contempo a Stewart lo spazio per esplorare uno stile comico ampio. Starz ordinò 20 episodi distribuiti in due stagioni, ma la serie faticò a trovare un pubblico; il finale fu visto da 134.000 spettatori.

La première stabilì il tono volutamente provocatorio della serie. Dopo aver guidato sotto l’effetto dell’alcol ed essere stato arrestato mentre era con Gisele, una sex worker transgender interpretata da Trace Lysette, Walter recita un discorso shakespeariano in cima alla sua auto. L’approccio schietto dell’episodio al loro incontro gli conferisce anche una dimensione più delicata: Walter tratta Gisele con calore e in seguito continua a preoccuparsi per il suo benessere. Lysette ha ricordato in seguito di essersi sentita al sicuro lavorando con Stewart.

Il compagno più stretto di Walter è Harry, il suo maggiordomo alcolizzato ed ex commilitone, che Walter salvò durante la guerra delle Falkland. Harry gli fa da autista, cuoco e maggiordomo e, a volte, lo attacca con spade di legno per mantenerlo in allenamento. Il loro rapporto disfunzionale ma affettuoso dà vita a uno dei filoni più teneri della serie.

Il cast di supporto contribuisce al fascino della serie, con interpreti come Brent Spiner, Richard Lewis, Jason Schwartzman e Daniel, il figlio di Stewart. Il gruppo della redazione comprende anche Jim, un produttore che nasconde una mania per l’accumulo, e Rosalie, la produttrice di lunga data di Walter. I personaggi che all’inizio sembrano caricature acquisiscono gradualmente maggiore profondità, mentre le storie episodiche della prima stagione cedono il passo a una seconda stagione più serializzata.

Stewart accettò il ruolo dopo che Seth MacFarlane gli suggerì di essere il protagonista di una sitcom di mezz’ora. In precedenza aveva lavorato con il team di American Dad dando voce ad Avery Bullock, un ruolo che, disse, gli aveva aperto nuove opportunità. La breve durata di Blunt Talk ne limitò il pubblico, ma la sua satira irriverente e i suoi momenti inaspettatamente umani misero in luce un lato di Stewart raramente visto nella commedia dal vivo.

Fonti: Comic Book Resources.