Nell’episodio di Star Trek: The Original Series «Il sapore dell’armageddon», il capitano Kirk si trova di fronte a una società che ha fatto sembrare la guerra priva di spargimenti di sangue. La sua risposta è un brusco promemoria: le persone possono riconoscere la propria storia di violenza senza accettarla come il proprio futuro.

L’Enterprise sta viaggiando verso Eminiar VII per stabilire relazioni diplomatiche, quando il suo equipaggio viene avvertito di tenersi alla larga perché il pianeta è in guerra con la vicina Vendikar. L’ambasciatore Fox insiste perché Kirk scenda sulla superficie. Lì, l’equipaggio non trova segni visibili di conflitto.

Il leader di Eminiar VII, Anan 7, spiega che la guerra viene combattuta tramite simulazioni al computer. Quando un attacco simulato registra delle vittime, sul pianeta colpito le persone sono tenute a presentarsi per l’esecuzione in numero corrispondente. Questo accordo permette al conflitto di continuare evitando la distruzione di una guerra convenzionale, e le due società lo considerano un modo per preservare le proprie civiltà.

Kirk respinge questo ragionamento. Dice loro: «Siamo esseri umani, con il sangue di un milione di anni di barbarie sulle mani, ma possiamo fermarci!» Aggiunge che ammettere che le persone sono state assassine non significa che debbano continuare a uccidere. Il punto non è negare il passato, ma assumersi la responsabilità di ciò che accadrà in seguito.

Alla fine, Kirk distrugge i computer che gestiscono la simulazione, lasciando entrambi i pianeti di fronte alla possibilità di una guerra reale. Gli abitanti di Eminiar VII e Vendikar si riuniscono quindi per discutere le loro divergenze. L’episodio presenta l’intervento di Kirk come una richiesta di affrontare le conseguenze delle proprie scelte, anziché nascondersi dietro un sistema che fa apparire le uccisioni sotto controllo.

Fonti: Comic Book Resources.