Uscito nel 1981, Outland arrivò dopo che Star Wars e Alien avevano contribuito a ridefinire il cinema di fantascienza. Diretto da Peter Hyams e interpretato da Sean Connery, all’epoca il film ricevette poca attenzione, ma da allora ha trovato il suo pubblico come classico di culto. La sua grintosa visione della vita nello spazio invita anche a fare paragoni con Alien, sebbene ogni legame tra i film resti una teoria dei fan e non faccia parte della narrazione canonica accertata.

In origine Hyams voleva realizzare un western. Quando il genere fu ritenuto poco allettante dal punto di vista commerciale, trasferì nello spazio l’ambientazione di frontiera. Connery interpreta il marshal federale William O’Niel, assegnato a un avamposto minerario di titanio su Io, una delle lune di Giove. Lì scopre una cospirazione legata alla droga che coinvolge i potenti dirigenti dell’azienda che gestisce l’impianto. Invece di ignorarla, O’Niel tiene testa ai responsabili, anche quando arrivano dei sicari assoldati per metterlo a tacere.

La storia segue la struttura familiare di un western, in particolare quella di Mezzogiorno di fuoco: un uomo di legge deve decidere se affrontare gli aggressori in arrivo o lasciare la città. In Outland, la moglie di O’Niel, Carol, si prepara a partire, convinta che i suoi principi lo metteranno in pericolo. Il conflitto offre a Connery lo spazio per un’interpretazione più discreta, in cui il marshal appare stanco e fedele ai propri principi. I rapporti con Carol, con il corrotto direttore Mark Sheppard e con Marian Lazarus, il medico della stazione, rivelano diversi aspetti del personaggio.

Anche la produzione del film contribuisce al suo fascino duraturo. L’impianto minerario è stato realizzato con effetti in miniatura, scenografie ricche di dettagli e compositing ottico. L’aspetto industriale e vissuto dell’avamposto ha alimentato i paragoni con la Nostromo di Alien.

Alcuni fan hanno ipotizzato che Outland e Alien condividano lo stesso universo narrativo. L’ipotesi si basa sulle somiglianze tra le ambientazioni aziendali e le scenografie, oltre che sul coinvolgimento di diverse persone che hanno lavorato a entrambi i film. In entrambe le storie compaiono potenti aziende legate all’industria interstellare, che considerano i lavoratori sacrificabili. Tuttavia, i film non stabiliscono un legame narrativo diretto: l’idea di un universo condiviso resta quindi una possibilità intrigante, non un fatto confermato.

Fonti: Comic Book Resources.