Gli anni Novanta hanno portato successi popolari in tutto il mondo come Dragon Ball Z, oltre a serie influenti come Cowboy Bebop e Neon Genesis Evangelion. Ma molti altri anime del decennio hanno ricevuto meno attenzione e da allora sono scivolati nell’oblio, in parte perché all’epoca erano meno accessibili a un pubblico ampio. Sette titoli di questo tipo spiccano per le loro idee distintive e il loro fascino duraturo.

Giant Robo: The Day the Earth Stood Still è un OVA di otto episodi incentrato su una battaglia tra i padroni dei robot e un’organizzazione che cerca di impossessarsi del loro potere. Oltre all’azione mecha, la serie attinge all’opera più ampia del creatore Mitsuteru Yokoyama, abbinando un dramma corale ricco di sfumature a un’animazione suggestiva e a uno stile visivo rétro.

Martian Successor Nadesico trasforma una formula familiare da space opera in un’avventura comica e consapevole di sé. Ambientata nel 2196, segue un equipaggio anticonvenzionale che difende la Terra da una minaccia extraterrestre rettiliana. Tra le sue influenze figurano Space Battleship Yamato, Getter Robo e Mobile Suit Gundam, mentre i suoi 26 episodi mescolano umorismo assurdo, metanarrazione e design mecha inventivi. Il film successivo, Prince of Darkness, adotta un approccio diverso, ma la fonte lo descrive come un finale audace che non sminuisce la serie originale.

Sakon, the Ventriloquist ha al centro il timido burattinaio Sakon Tachibana, che indaga sui crimini insieme al suo pupazzo estroverso, Ukon. La serie lascia che i suoi misteri si sviluppino nel corso di più episodi e attinge al teatro giapponese Bunraku, facendo del burattino una parte integrante delle storie poliziesche.

Those Who Hunt Elves catapulta in un mondo magico un improbabile gruppo composto da un’artista marziale, un’attrice, un’appassionata di armi da fuoco e un enorme carro armato. Per tornare a casa, devono raccogliere cinque frammenti di un incantesimo tatuati sugli elfi. La serie di 12 episodi sfrutta questa premessa per ironizzare sulle convenzioni degli isekai, offrendo al contempo azione, abilità soprannaturali e un’avventura con poste in gioco significative.

Key the Metal Idol segue Tokiko “Key” Mima, un robot umanoide convinto di poter diventare umano facendo 30.000 amici. Si reca a Tokyo per inseguire la fama di idol pop, ma i suoi tentativi si intrecciano con una cospirazione più ampia che coinvolge i robot. Nell’arco di 15 episodi, la storia esplora l’identità attraverso un mix di musica, fantascienza e svolte più cupe.

Future GPX Cyber Formula è un anime di corse futuristiche che affianca la crescita dei personaggi e le rivalità alle competizioni. Le automobili dettagliate e il design meccanico, insieme all’animazione di alta qualità, conferiscono alle gare un forte impatto visivo. La storia segue Hayato lungo un percorso familiare da sfavorito, e i sequel OVA degli anni Novanta proseguono l’azione delle corse ad alta velocità della serie.

Ghost Sweeper Mikami segue un gruppo di esorcisti disfunzionali alle prese con incarichi paranormali nell’arco di 45 episodi. La serie combina riferimenti al folklore, allo sciamanesimo e agli yokai con una comicità ampia e momenti d’azione. La sua struttura episodica, con un «fantasma della settimana», bilancia horror e umorismo, mentre il cast anticonvenzionale comprende diverse figure femminili capaci.

Fonti: Comic Book Resources.