Gli anime seguono spesso eroi determinati che affrontano sfide e arrivano a vittorie conquistate con fatica. Ma alcune serie e alcuni film scelgono una strada diversa, mettendo gli spettatori di fronte a storie segnate dalla sofferenza, dalla perdita e da finali che offrono ben poco conforto. La loro cupezza può essere difficile da guardare, ma lascia anche spazio a uno sfogo emotivo e a rappresentazioni senza filtri della crudeltà.

In Shiki, misteriose morti sconvolgono il tranquillo villaggio di Sotoba. Quando gli abitanti concludono che la colpa è di una famiglia di vampiri, la paura e il sospetto sfociano in un massacro. La violenza confonde il confine tra persone e mostri, facendo apparire gli abitanti del villaggio brutali quanto coloro che davano la caccia.

Devilman Crybaby trasforma la lotta contro i demoni in un’apocalisse. Akira e il suo amico Ryo cercano di proteggere l’umanità, ma la paranoia e il fanatismo contribuiscono a spingere il mondo verso la distruzione. Ryo tradisce Akira, che non riesce a salvare il pianeta, nonostante il cambiamento prodotto dalla sua empatia.

Anche Bokurano smantella l’idea di diventare un pilota eroico di mecha. Un gruppo di adolescenti accetta di proteggere la Terra dagli invasori alieni, senza sapere che il robot ai cui comandi siedono sfrutta la loro energia vitale. Ogni battaglia si conclude con la morte del pilota, rendendo inevitabili i loro sacrifici anche quando vincono.

La serie isekai Now and Then, Here and There sostituisce l’avventura fantastica con un mondo devastato dalla guerra e dominato dalla povertà e dalla tirannia. Il protagonista, Shu, viene trascinato in un esercito di bambini soldato, dove subisce torture e assiste a brutali atrocità. Cerca di mantenere un atteggiamento ottimista, ma il mondo che lo circonda offre ben pochi motivi di speranza.

In Space Runaway Ideon, l’umanità e il Clan Buff alieno rimangono intrappolati in un ciclo di odio e violenza. Il loro conflitto si conclude con lo sterminio di entrambe le popolazioni per mano del mecha divino Ideon. La storia prospetta la reincarnazione, ma non garantisce che la specie successiva eviterà di ripetere gli stessi errori.

Saikano inizia con Shuji e Chise, innamorati dai tempi del liceo, la cui relazione viene sconvolta dalla guerra mondiale. Il governo giapponese trasforma Chise in un’arma biomeccanica e Shuji assiste mentre lei perde la propria umanità. Alla fine il mondo viene distrutto, lasciando Shuji come unico sopravvissuto.

L’OVA del 1998 Kite segue Sawa, un’orfana costretta dai suoi tutori a diventare un’assassina. L’occasione di fuggire le si presenta grazie a Oburi, un altro bambino sicario, ma lui viene ucciso. Sebbene Sawa uccida il suo aguzzino, la storia si conclude con lei di fronte a una morte imminente.

Una tomba per le lucciole dello Studio Ghibli segue i fratelli rimasti orfani Seita e Setsuko mentre cercano di sopravvivere nelle campagne giapponesi durante l’ultimo anno della Seconda guerra mondiale. Fin dall’inizio il film rivela che i bambini non sopravvivranno, ma saperlo non attenua il dolore di assistere alla loro lotta.

Texhnolyze è ambientato a Lux, una città sotterranea distopica prossima al collasso, dilaniata dal conflitto tra bande e fazioni. Ichise, un lottatore professionista, viene trascinato nella violenza e si sottopone a un intervento sperimentale per ricevere protesi. Il ritmo lento e le immagini dai toni smorzati rafforzano la sensazione di trovarsi in un mondo in cui le sofferenze dei personaggi sembrano prive di significato.

Midori, noto anche come Shojo Tsubaki, è incentrato su una ragazza orfana ingannata e convinta a unirsi a una compagnia circense itinerante, dove subisce abusi e torture psicologiche. Il film non offre né una conclusione rassicurante né una lezione morale, rendendolo una delle opere più disturbanti dell’animazione giapponese. I suoi contenuti estremi ne hanno anche fatto un’opera controversa: alcuni spettatori la rifiutano, mentre altri la considerano una forma di controcultura provocatoria.

Fonti: Comic Book Resources.