Il Dragon Ball originale ha gettato le basi di uno dei franchise più noti degli anime, con trame e archi narrativi dei personaggi che continuano a suscitare interesse. Tuttavia, rivedere i suoi 153 episodi può anche mettere in evidenza elementi che potrebbero risultare meno soddisfacenti agli spettatori abituati alle serie successive.
Una differenza importante riguarda l’azione. Invece di affidarsi a trasformazioni frequenti e a manifestazioni di potere sempre più spettacolari, l’anime originale si concentra sulla tecnica marziale, sulla strategia e sui personaggi che attingono alla propria forza interiore. Compaiono attacchi energetici come la Kamehameha, ma sono trattati come abilità rare, mentre il volo è perlopiù assente. Questo approccio misurato può piacere ai fan che preferiscono lo stile di combattimento delle prime serie, ma può sembrare modesto accanto allo spettacolo delle opere successive.
La serie include anche 21 episodi originali dell’anime. Sebbene rappresentino una quota relativamente contenuta dei suoi 153 episodi, alcuni spiccano per il tono goffo o la narrazione debole. «The Roaming Lake» e «Hotter Than Lava» sono indicati come episodi particolarmente scadenti, mentre «The Secret of the Dragon Balls» introduce punti della trama che in seguito devono essere ripresi.
Ad alcuni personaggi e idee viene dato poco seguito. Per esempio, la telepatia occasionale di Goku e l’Attacco a Palloncino di Krillin non ricompaiono, mentre il Maestro Shen e il Mercenario Tao scompaiono dalla storia. L’articolo sostiene inoltre che i personaggi secondari vengano spesso messi in disparte: Krillin, Tien e Yamcha hanno poche occasioni di contribuire al di fuori dei Tornei di Arti Marziali, poiché Goku tende a essere al centro dell’attenzione.
L’Imperatore Pilaf è un altro motivo ricorrente di frustrazione. La sua personalità esagerata da cattivo comico funziona come antagonista iniziale, ma i suoi ritorni ripetuti possono sembrare fuori luogo man mano che la storia si sviluppa.
Anche l’umorismo della serie è invecchiato in modo disomogeneo. L’articolo segnala scene che oggettificano Bulma e Launch, oltre al comportamento lascivo del Maestro Muten e all’uso che Ranfan fa dello spogliarsi come tattica di combattimento. Queste rappresentazioni possono ridurre i personaggi femminili a semplici battute. La comicità grossolana può anche spezzare la tensione dei combattimenti, tra cui gli scontri di Goku con Ninja Murasaki e il Generale Blue, nonché gli incontri del 21º Torneo di Arti Marziali e del Torneo della Vecchia Sibilla Baba.
Nonostante questi difetti, la serie originale resta il fondamento delle storie successive di Dragon Ball. La sua miscela distintiva di commedia e arti marziali, insieme ai primi percorsi dei suoi personaggi, le assicura ancora un posto importante nel franchise.
Fonti: Comic Book Resources.
